Programma formativo SAFER (Italiano)

Competenze per la vita – Background teorico – Aumentare la consapevolezza di sé

L“autoconsapevolezza” è la consapevolezza di sé stessi e delle proprie attività. In psicologia il termine rappresenta la capacità di concentrare la propria attenzione su e analizzare i propri pensieri, emozioni, tratti, motivazioni, obiettivi, esigenze. Secondo Morin (2011), quando si è autoconsapevoli, è possibile analizzare attivamente i processi e raccogliere informazioni su sé stessi. Di conseguenza, si ha la capacità di divenire oggetto della propria attenzione. L’autoconsapevolezza ha dei legami anche col senso di continuità dell’identità della persona nel corso del tempo e la capacità di distinguere sé stessi dall’ambiente circostante.

Gli studi sull’autoconsapevolezza sono emersi in psicologia a partire dal 1960, nonostante la filosofia se ne occupi fin dai tempi antichi. È stato evidenziato il suo contributo positivo al funzionamento psicologico; senza autoconsapevolezza, le persone non sarebbero mai in grado di autoregolarsi, esercitare la propria empatia/adottare punti di vista altrui o avvertire un senso di orgoglio e fiducia nelle proprie capacità. Tuttavia, l’autoconsapevolezza potrebbe anche avere delle sfumature negative, ad esempio portare all’autocritica. I ricercatori suggeriscono che è possibile conciliare aspetti positivi e negativi dell’autoconsapevolezza quando i soggetti hanno degli standard personali ragionevoli e sono ottimisti circa il raggiungimento di tali obiettivi.