Programma formativo SAFER (Italiano)

Educazione del carattere – Background teorico – Introduzione

La parola “carattere” deriva dal greco charaktêr che in origine si riferiva alle incisioni sulle monete. Col passare degli anni questa parola ha cominciato ad essere utilizzata per distinguere le caratteristiche che ci permettono di riconoscere un individuo dall’altro, ossia la combinazione di qualità e tratti distintivi che ci rendono unici (Homiak, 2007).

Nel campo delle scienze sociali e nell’ambito della pedagogia, la parola carattere di solito si riferisce all’insieme di caratteristiche psicologiche che influiscono sulla capacità e sulla tendenza del bambino di essere un soggetto morale, ossia una persona responsabile e dotata di un senso etico (Berkowitz & Bier, 2007). Avere un “buon carattere” non significa essere privi di difetti o problemi, ma piuttosto essere in possesso di tratti positivi ben distinti (Peterson & Skiba, 2009). Inoltre, tali tratti caratteriali sono associati “al valore morale di una persona” (Goldie, 2004). Molti credono che avere carattere significhi semplicemente attenersi alle regole ed evitare di adottare comportamenti socialmente poco desiderabili. Ma c’è dell’altro. È coltivare il desiderio interiore di fare del proprio meglio e rispettare gli altri. In poche parole, il carattere è il compimento dello sviluppo positivo di una persona a livello intellettuale, sociale, etico ed emotivo. Avere un buon carattere significa essere la versione migliore di se stessi (Battistich, Schaps, & Wilson, 2004).